Collegio Nazionale Capitani

Il nuovo canale di Panama apre i battenti

Articolo di martedì 28 giugno 2016



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Il nuovo canale di Panama è stato ufficialmente inaugurato. Dopo i test-battesimo di Baroque, la prima nave a transitare per la prima volta nel nuovo sistema di chiuse del canale artificale aperto nel 1920 è stata ieri, 26 giugno, la portacontainer Cosco Shipping Panama, ribattezzata per l'occasione (il nome precedente era Andronikos).

Ha varcato le nuove chiuse atlantiche di Agua Clara (vicino Colon) alle 7.40 locali (14.40 in Italia), per sboccare nel Pacifico per le chiuse di Cocoli alle 16.19 locali (23.19 italiane). In tutto 80 chilometri di un nuovo canale che si aggiunge allo storico, quasi centenario, costato oltre 6 miliardi di euro e realizzato dal Grupo Unidos por el Canal in cui è presente l'italiana Impregilo. Vi potranno transitare navi fino a 14mila teu, unità ad Lng e nei prossimi anni verranno creati nuovi terminal, cantieri navali, centri di manutenzione e stoccaggio.

Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo canale di Panama (fonte Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Srm, del gruppo Intesa-San Paolo-Banco di Napoli)

• Si aggiunge al preesistente con due chiuse, una sull’oceano Atlantico e l’altra sul Pacifico. Ciascuna è composta da tre camere larghe 55 metri, lunghe 427 e profonde 18,3. Esse sono dotate di sistemi di paratie scorrevoli, in senso orizzontale, che consentono di superare il dislivello esistente tra gli oceani ed il lago Gatun
• La realizzazione del progetto, iniziata nel 2007, è stata affidata ad un consorzio internazionale “Grupo Unidos por el Canal” che comprende l’italiana Salini Impregilo SpA (capocordata), la compagnia spagnola Sacyr Vallhermoso SA, la belga Jan de Nul e la panamense Cusa
• I costi di espansione del Canale nella fase iniziale ammontavano a 5,2 miliardi di dollari. Si stima che abbiano raggiunto nella fase di realizzazione i 6,2 miliardi
• Il canale occupa a 9,925 addetti e sono stati creati oltre 30mila posti di lavoro sin da quando sono iniziati i lavori di espansione
• Consente il passaggio di navi container fino a 13.000/14.000 TEU; il limite del canale preesistente è di 4.500-5.000 TEU
• Sono 12 le navi giornaliere che andranno ad aggiungersi alle preesistenti 38 per un totale potenziale di 50 transiti al giorno.
• Un nuovo segmento di mercato amplierà l’offerta di Panama: si tratta dell’Lng (Liquified Natural Gas) e dell’Lpg (Liquified Petroleum Gas)
• Quattro le macro aree di riferimento per il traffico: l’Asia (principalmente Cina, Taiwan, Giappone) con un incremento potenziale del 4,3 per cento all’anno; il Sud America (Cile, Colombia, Equador, Venezuela e Perù) con il 4 per cento; l’America Centrale (Guatemala, Messico, Panama e Trinidad & Tobago) con il 3,7 per cento;  il Nord America (Usa, Canada) con il 3,5 per cento.
• I ricavi stimati saliranno fino a  4 miliardi di dollari (dai circa 2,7 attuali)
• Avrà un impatto diretto sulle economie di scala dei vettori navali e sui volumi trasportati che, si stima, aumenteranno fino al 15 per cento al 2020 pari al 3 per cento all’anno.
• Tra il 2009 ed il 2014 il governo federale Usa ha allocato risorse per 320 milioni di dollari per progetti infrastrutturali lungo le East & Gulf Coasts. Tali  investimenti consentiranno di intercettare la nuove navi post-panamax
• Va confermandosi come un grande hub marittimo internazionale ma “locale”, nel senso che rafforzerà  soprattutto la portualità degli Stati Uniti, in particolare sulla costa atlantica. Suez si conferma invece come un canale ad impatto globale.

Il vecchio canale (fonte Srm)
• Da quanto esiste, vi hanno transitato mediamente 230 milioni di tonnellate di merci annue su 144 rotte navali con 1,700 porti e 160 paesi toccati. È pari a circa il 3/4 per cento il volume di commercio mondiale che transita per Panama. Cina e Stati Uniti sono i principali utilizzatori.
• Vi viaggia tra il 3 e il 4 per cento del commercio mondiale; a livello settoriale passa il 14,3 per cento del commercio di grano,  il 5,6 per cento del chimico ed il 3,7 per cento dei container
• Sono coinvolte 144 rotte navali, 1,700 porti e 160 paesi del globo;
• Le navi in transito annuo sono state quasi 14mila; le merci trasportate sono state circa 230  milioni di tonnellate di cui 138 milioni (il 60%) nella direzione Atlantico-Pacifico e 92 milioni (il 40%) nella direzione Pacifico-Atlantico
• I paesi che hanno utilizzato maggiormente il Canale sono stati: Stati Uniti, Cina, Cile, Giappone e Perù. Tra i primi 20 paesi compaiono anche: Spagna (13° posto), Olanda (14°), Regno Unito (17°), Belgio (19°) e Italia (20°)
• Il Canale di Panama ha generato ricavi annui per il Paese per 2,7 miliardi di dollari ed ha avuto costi di gestione per 1,25 miliardi
• Il tempo di navigazione medio è di poco più di 12 ore in un’unica direzione. Il tempo totale medio (transito+attesa) è di quasi 31 ore
• Dispone di un’importante free-zone, la Colon Free Zone, che conta circa 2,600 imprese e ha realizzato un interscambio di 21,6 miliardi di dollari di cui 11,4 miliardi in export; la Free Zone importa principalmente dalla Cina (3,5 miliardi di dollari), seguita da Singapore (1,9 miliardi) e Stati Uniti (922 milioni). Tra i primi 10 paesi anche il Belgio (236 milioni); il Regno Unito (166 milioni) e la Germania (165 milioni).  Anche l’Italia è presente con 157 milioni

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