Collegio Nazionale Capitani

Demolizioni, l'incapacità della UE di limitare lo spiaggiamento

Articolo di martedì 28 aprile 2015



Collegio Capitani

L'Unione Europea non riesce a regolamentare le proprie compagnie navali per quanto riguarda la pratica molto diffusa di far demolire le proprie navi tramite cash buyer in paesi dell'Asia come il l'India, la Cina o il Bangladesh dove le condizioni di lavoro sono al di sotto degli standard per la tutela dei lavoratori.


E' estremamente facile infatti raggirare le norme internazionali e le nuove regole europee sono del tutto inefficaci, nonostante la responsabilità UE, "colpevole" del 30% delle demolizioni asiatiche con procedure sub-standard.

Lo denuncia l'ONG Schipbreaking Platform che richiama l'attenzione sull'utilizzo delle bandiere di comodo, scopo dell'organizzazione non governativa è proprio combattere questo tipo di  demolizioni, così perciolose per lavoratori ed ecosistema marino.

L'ONG chiede di superare il concetto della giurisdizione degli stati bandiera e instaurare un meccanismo che non sia raggirabile così da garantire le demolizioni in modo sostenibile, ma ovviamente tutto questo si scontra contro l'avidità di profitto degli armatori.

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