
Una tassa generalizzata per tutte le navi costruite all’estero, indipendentemente dal Paese di provenienza, che approdano nei porti degli Stati Uniti.
Una tassa generalizzata per tutte le navi costruite all’estero, indipendentemente dal Paese di provenienza, che approdano nei porti degli Stati Uniti. È questa una delle proposte centrali dell’America’s Maritime Action Plan, il nuovo piano annunciato dall’amministrazione di Donald Trump, che punta a rilanciare l’industria marittima statunitense, con un’attenzione particolare alla cantieristica navale.
Il programma prevede che il rilancio della navalmeccanica americana venga sostenuto soprattutto attraverso incentivi fiscali ed economici, oltre all’impiego di specifici strumenti finanziari. Secondo le stime contenute nel piano, un contributo pari a un centesimo per chilogrammo potrebbe generare circa 66 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni; con una tariffa di 25 centesimi, le entrate sfiorerebbero invece i 1.500 miliardi di dollari.
Le risorse raccolte confluirebbero in un nuovo Maritime Security Trust Fund (Mstf), pensato per garantire, come si legge nel documento, “un flusso di finanziamenti dedicato e obbligatorio” destinato a sostenere programmi finalizzati al rafforzamento dell’industria marittima e della marina mercantile degli Stati Uniti.