Collegio Nazionale Capitani

Marittimi, niente più differenze tra i lavoratori dell'Ue

Articolo di mercoledì 06 giugno 2018



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Le garanzie per i lavoratori del settore marittimo non devono differenziarsi tra i vari paesi dell'Ue. Questo principio, contenuto nella Direttiva dell'Unione n. 2015/1974, si propone di evitare che i marittimi possano avere differenti tutele da parte dei singoli Stati membri e, di conseguenza, non avere parità di condizioni all'interno del mercato unico.

Con sette mesi di ritardo sulla data del 10 ottobre 2017, termine ultimo assegnato agli Stati membri per accogliere la Direttiva, il precedente Governo ha approvato il 18 maggio scorso il decreto che accoglie nel nostro ordinamento la Direttiva europea e che comporta un necessario adeguamento delle regole italiane. Si tratta tuttavia di modifiche di non grande rilievo, considerato che il livello delle garanzie per i lavoratori interessati è già particolarmente elevato in base alla normativa vigente.

Tra le principali novità che sono introdotte, è prevista l'estensione ai marittimi delle misure di protezione in caso d'insolvenza del datore di lavoro. Vengono inoltre regolati la partecipazione dei marittimi al Comitato aziendale europeo e il coinvolgimento delle autorità di controllo nei casi di licenziamenti collettivi e di trasferimenti di impresa. La Direttiva si sofferma, in particolare, sulla necessità di accrescere il numero e la qualità dei posti di lavoro e sull'uso ragionevole di internet a bordo. [CONTINUA A LEGGERE] 


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